venerdì 2 maggio 2014

Il sorriso dell'oggi

Quando ci guarderanno attraverso un monitor, una foto stampata, un ologramma o una qualsiasi inutile diavoleria inventata da chi crede che il progresso dell'umanità sia legato ad una inedita combinazione binaria.
Beh, quanto scorreranno i nostri tratti, magari alla ricerca di quel dettaglio che ci tramandiamo da sempre col vecchio trucco del dna, dovranno trovarci sorridenti. Dovranno vedere che nonostante le difficoltà del tempo vissuto e quelle quotidiane degli uomini di ogni tempo, conoscevamo la gioia ed eravamo in grado di sorridere con orgoglio, con vigore.
Sorrisi.
Vorrei che, fra trecento anni, i miei pronipoti potessero sorprendersi del sorriso in quell'antica immagine del trisnonno Benjamin. A prescindere dal pianeta e dalla società in cui vivranno, sono certo che sapranno trarne conforto. E io con loro.

mercoledì 2 aprile 2014

Lux in arcana

Da domani tornerai bambino.
Imparerai a conoscere il mondo come non lo hai mai conosciuto, affidandoti alle vibrazioni che scuotono l'aria e alla materia di cui è fatta ogni cosa. Tutto è pronto per le tue mani e le tue orecchie, ogni cosa pretende una rinnovata conoscenza.
Hai paura, lo so.
Tutti ne hanno.
Ogni punto di riferimento verrà messo in discussione. Non avrai più l'illusoria coscienza dello spazio e dei colori potrai soltanto custodire il ricordo. Soffrirai pensando che da anni non ti fermavi ad ammirare la luce di un tramonto. Le lacrime parleranno del tuo sogno di rivedere almeno una volta la tua città.
Ci vorrà del tempo, molto.
E all'inizio lo odierai, il tempo. Non potrai sopportare il suo scorrere lento, la sua apparente mancanza di scopo, la noia che lo accompagna. Poi un giorno, senza che ci sia un motivo particolare, capirai che il tempo è la ricchezza con cui il destino ha barattato i tuoi occhi.
Imparerai a riprendertelo, ad usarlo, a goderne.
Ti stupirai che le persone intorno a te lo diano per scontato.

E ti accorgerai di essere nato un'altra volta.
E capirai che in fondo la vista è una delle più illusorie vie verso la comprensione, verso il senso di tutto, verso la Verità.

Che tu possa rinascere presto.
Che domani tu possa vedere meglio di come hai visto fino ad oggi attraverso i tuoi occhi.

giovedì 20 marzo 2014

Questi piccoli spostamenti del cuore

Questo lo fisso. Ho bisogno di farlo, di non lasciarlo sfuggire fra le dita, come tutto questo affollamento di cose superflue in cui sono immerso.
Voglio fermarmi e scrivere che l'ho sognata, l'altra notte. L'ho sognata a lungo ed era come me la ricordavo: bella e fiera. E naturalmente incazzata. Le ho parlato, mi ha parlato. La sua lucida durezza femminile contro la mia impacciata incapacità di capire. E di spiegare.
Molto raramente ricordo un sogno, per questo ho fatto un'eccezione.
E questo sogno mi ha ripagato, regalandomi una sensazione che avevo completamente rimosso, sepolto sotto le macerie di una storia devastante. L'ho percepita oggi, sotto casa, senza un perché. Un sussurro che mi raccontava cosa si provava, cosa voleva dire, cosa... Io credo che solo i vecchi provino questa sensazione. Un attimo intenso in cui nel loro cuore si condensa il ricordo di tutte le donne che hanno amato.
E ricorda che, in fondo, nonostante tutto questo sciocco cinismo, è stato bello.
Sarebbe bello.

mercoledì 10 aprile 2013

L'uomo, la pasta e gli altri


E quando avrò dei figli, e magari anche se riuscirò a conoscere i miei nipoti, racconterò loro di quegli straordinari mesi romani. Insegnerò loro a fare la pasta, un'ottima pasta: alla gricia, all'amatriciana, alla carbonara: è importante. Poi gli spiegherò che nella vita ci sono poche cose più importanti che non trattare con umanità l'Uomo, chiunque esso sia.
Incontreremo mercanti senza scrupoli, dirigenti stralunati, aspiranti suicidi, colleghi petulanti e assassini. Ma offriremo a tutti loro un piatto di pasta, un po' di ascolto e la nostra comprensione.
Perché non c’è altra verità se non quella che afferma la necessità di amare il proprio prossimo mettendoci nei suoi panni. Ovvero amandolo come vorremmo essere amati noi stessi.

sabato 11 agosto 2012

Sarebbe bastato poco...


A Greccio, un paesino molto piccolo vicino Rieti, c’è una piazza con un ristorante a gestione familiare. Lo tiene aperto una vecchietta che sembra appena uscita da un filmato dell’istituto Luce e che continua a fare la pasta a mano per chi decide di mangiare da lei.
Il ristorante è molto piccolo e ha il doghettato alle pareti, come si usava negli anni ’60. Sopra quel legno ci sono ninnoli impolverati e vecchie foto e specchi e altri oggetti improbabili. Da qualche parte sicuramente c’è anche una gondoletta di plastica. C’è sempre una gondoletta di plastica.
Fuori dalle finestre, invece, si vede questa piazzetta in cui non esistono macchine. Ci sono soltanto bambini che si inseguono, correndo intorno ai lampioni e alla grande fontana. E urlano come urlano le rondini d’estate.

Ecco. A me in fondo sarebbe bastato poco.
Condividere con una persona quel tavolino, nella piazzetta di Greccio.

Sarebbe stato bello.