martedì 20 gennaio 2009

Alzando lo sguardo

Poi, improvvisamente, accorgersi spaventati di essersi spenti.

Fuoco, fiamma, candela. Fumo.

 

Quando si nasce viandanti il proprio destino è segnato: si cammina. E quando si è stanchi, molto stanchi, viene naturale camminare a testa bassa. Il naso puntato a terra e gli occhi che assistono il ritmo imperterrito e simmetrico dei piedi.

Ma quando si è stanchi, molto stanchi, se non si rialza il capo si rischia di perdere la direzione.

 

Quello che è successo a me.

 

Ho camminato talmente a lungo col capo chino da non accorgermi dei piedi che sprofondavano nella sabbia, non ho fatto caso al troppo silenzio, né alle stelle. Non mi sono accorto di essermi perso nel deserto.

 

Siete mai stati nel deserto? Io no. Però sono stato così incosciente da crearlo, il deserto.

E proprio in questi giorni, alzando gli occhi ho visto il nulla intorno a me.

Ho provato uno sconforto grande come il deserto stesso nel sentirmi perso e solo, stanco e perduto. Ho pensato di essere diventato cieco a forza di non osservare, sordo per non aver più suonato e pazzo per non aver più scritto. Ho pensato che persino il mio cuore si fosse atrofizzato, dopo anni di non amore.

 

Ho guardato dietro le mie spalle per vedere le mie orme cancellate dal vento e sono caduto in ginocchio. Volevo urlare ma il fiato si spezzava nella mia gola. Ho sperato di addormentarmi in un sonno eterno e farmi sabbia, e quindi abbandonato ai capricci del vento spargermi in ogni direzione possibile.

 

Il deserto è il luogo in cui il viandante affronta il nemico dai suoi stessi occhi.

 

E la cosa completamente spiazzante è stata accorgersi di quanto sia illusorio questo andare. Camminare tutta la vita inseguendo una meta, senza riuscire mai a coglierla. E non riuscire a coglierla perché la meta siamo noi stessi. Si può veramente passare una vita a cercare se stessi? Sarà mai possibile amare una persona, o dieci, o mille… senza prima aver capito, senza prima aver raggiunto l’unità dentro se stessi? Si può continuare a fare e disfare senza sapere chi si è?

Credetemi, in tanti anni di viatico non avrei mai immaginato quante forme potesse assumere il deserto, né avrei mai creduto all’idea di quanto feroce potesse essere il deserto dentro se stessi… 

1 commento:

Anonimo ha detto...

"Sento alcuni dire che bisogna morire nel deserto, altri che bisogna fuggire verso l'oasi. Diffido di tutti. Bisogna vivere nel deserto, ecco tutto, e forzarlo perché un giorno ne scaturiscano le acque della luce." Camus